In fondo alla home page, alla voce BILANCIO, trovate quello dell' AFIM relativo all' anno solare 2025. E' stato elaborato dalla nostra commercialista e visto dal nostro organo di controllo (vedi documento di seguito al bilancio). Il giorno 15 giugno alle ore 11, l' assemblea generale convocata a Fiume dovrà approvarlo.
Un' esperienza da evolvere e da ripetere
Torino ospita ogni anno il Salone del Libro, registrando numeri incredibili e situazioni esponenziali: qui tutto è grande, colorato, gridato e forse per questo…piacevolmente rumoroso. La parola d’ordine è “festa” che aumenta piano piano fino a diventare caotica senza perdere l’armonia, come uno scatenarsi di note musicali nell’Aroldo di Berlioz.
E noi ci siamo lasciati immergere in questo frastuono per portare una testimonianza dell’attività editoriale, e non soltanto, dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo. Il luogo del primo incontro venerdì 15 maggio è stato all’esterno del Salone ma già calati nello spirito della promozione delle edizioni firmate AFIM, presso il Circolo degli istriani-fiumani-dalmati di via Parenzo. Impossibile non incontrare i corregionali per condividere riflessioni sull’editoria fiumana in lingua italiana ma anche per ragionare sugli strumenti necessari a far innamorare delle nostre tematiche le giovani generazioni. Un piacevole stare insieme, in famiglia, per parlare di “Fiume al Lavoro” di Massimo Superina che l’AFIM ha voluto realizzare per fornire a tutti una mappa delle attività economiche, strada per strada della Fiume anteguerra, in quel cinquantennio del Novecento che ha brillato per fioriture economiche ed industriali ma anche la tragicità della Prima guerra mondiale e il contraddittorio ventennio. Ma fino allo scoppio della Seconda guerra, in questo libro è possibile scoprire il quotidiano a Fiume attraverso le attività economiche e commerciali, la realtà degli artigiani e l’evoluzione dell’attività portuale attraverso nomi, insegne, tabelle, curiosità, manifesti, pubblicità e tutto ciò che Massimo Superina è stato in grado di raccogliere e catalogare attingendo da tante fonti dell’epoca.
A presentare il volume sono stati Franco Papetti, Presidente dell’AFIM e Rosanna Turcinovich Giuricin, direttrice della Voce di Fiume che si sono soffermati sulla capacità certosina di Superina che vive a Pisa – assente per motivi di lavoro – nel riportare tutti gli elementi necessari ad immaginare una passeggiata a Fiume nei tempi passati. Il libro – che si può richiedere alla Segreteria dell’AFIM – aggiunge un importante tassello agli altri volumi sulla realtà fiumana prodotti in questi anni, non ultimi quelli sulla Letteratura.
Ed è proprio a quest’ultimi che è stata dedicata la presenza di Papetti e Turcinovich al Salone del libro al Lingotto, ospiti dello stand dell’ANVGD che ha voluto chiamare lo spazio a loro disposizione nel padiglione Oval della kermesse, La Bancarella – Salone del libro dell’Adriatico orientale, nata nel 2007 per dare visibilità alla produzione libraria di una vasta area di autori, editori e progetti. I tempi cambiano ed anche le esigenze si modificano. Essere a Torino è una meta giustamente ambiziosa che forse avrebbe bisogno di una maggiore presenza di pubblico estraneo alla realtà giuliano-dalmata che è mancato. A dimostrazione che queste tematiche non riescono ancor ad entrare in quella percezione del vasto pubblico che, per ora, si limita a riconoscere il Giorno del Ricordo, ed è già una grande conquista. Decenni di silenzio sulle vicende dell’Adriatico orientale hanno lasciato il segno. Però questa è la strada giusta per un recupero che avrà bisogno di tempo visto che le idee già ci sono e in veloce evoluzione.
L’AFIM ha presentato “Fiume città nuvola, polvere dei nostri pensieri” il carteggio (1981-1984) tra Paolo Santarcangli e Gino Brazzoduro: ultimo cofanetto della serie del progetto di Ritorno culturale a Fiume attraverso la letteratura.
Ad accompagnare questo importante momento la grande notizia dell’ultima ora (o giorni) sul riconoscimento “del dialetto Fiumano” come patrimonio immateriale iscritto nell’elenco del Ministero della Cultura della Croazia. “Un primo traguardo – ha affermato Franco Papetti – che impegna tutti a continuare ad evolvere la salvaguardia e lo sviluppo nei prossimi anni con un’attività mirata e forte”.
La letteratura è un veicolo fondamentale, dialetto non è solo idioma parlato ma anche concetti interiorizzati.
“Sempre più spesso ci si interroga – ha detto la Turcinovich – su quale deve essere il nostro impegno nei confronti delle giovani generazioni, di quali strumenti ci dobbiamo dotare perché la nostra cultura non venga cancellata. La cultura è certamente un veicolo, ma anche supporti di carattere legislativo, come in questo caso. I giovani devono avere la possibilità di dichiarare in piena libertà la propria appartenenza”.
Il carteggio Santarcangeli-Brazzoduro fornisce delle splendide definizioni ragionate su ciò che siamo, un’identità che prende spunto dal territorio per rapportarsi col mondo attraverso la storia, la filosofia, la musica, la scienza in una continua ricerca di nuovi significati e di un posto nel mondo in cui sentirsi a casa, un porto in cui “ammainare le vele”, scrive il poeta e ci lascia al tempo della riflessione per altre considerazioni ed evoluzioni.
“Un’esperienza interessante – ha affermato Papetti alla sua prima esperienza al Salone – che dovremo affinare ed ampliare. Già quest’anno abbiamo goduto anche dell’ospitalità degli Editori veneti nello stand della Regione Veneto. Nasce un nuovo traguardo”.
Nello spazio degli Editori veneti si è parlato delle nuove strategie che portano gli esuli fiumani nella loro città di origine, non per cullare vecchie nostalgie ma per costruire nuove opportunità.
Uno slancio che continuerà prossimamente con il programma ricco di incontri per la ricorrenza di San Vito a Fiume che AFIM e Comunità degli Italiani firmano congiuntamente.
Fiume-Torino-Torino-Fiume un impegno che continua.
Ufficio stampa AFIM
info@fiumemondo.com
Presenteremo i nostri libri
Sabato 16 maggio alle ore 10,30 presso lo stand della federesuli. Padiglione Ovale, T106-U105
Domenica 17 maggio alle ore 12,30 presso lo stand della regione Veneto, Padiglione Ovale, T138-U137
Omaggio ai caduti fiumani del Maggio 1945
L'eccidio degli autonomisti fiumani del maggio 1945 (noto anche come la "purga degli autonomisti"), fu uno dei fattori che determinarono l’esodo da Fiume di quasi 40mila persone. Si trattò di un'eliminazione sistematica condotta dall'OZNA, la polizia segreta jugoslava, volta a decapitare la classe dirigente locale che avrebbe potuto opporsi all'annessione della città alla Jugoslavia rivendicando uno "Stato Libero" o un'ampia autonomia, visto il ricco passato alle spalle.
Tra le vittime anche Mario Blasich: medico e figura storica dell'autonomismo, ucciso brutalmente nella sua casa nonostante fosse gravemente malato. Nevio Skull: imprenditore e rappresentante del Movimento Autonomo, il suo corpo fu ritrovato nel fiume Eneo giorni dopo la scomparsa. Giuseppe Sincich: altro esponente di spicco del movimento autonomista.
Il figlio di Sincich, medico, esule con la famiglia a Genova, per tutta la vita fece testimonianza della tragica fine del padre, custodiva con reverenza la sua camicia insanguinata. Già dalle prime ore e nella notte del 4 maggio, l'OZNA avviò gli arresti mirati. Obiettivo politico: gli autonomisti erano considerati "nemici del popolo" non perché fascisti (anzi, molti erano stati perseguitati dal fascismo), ma perché la loro popolarità tra i cittadini ostacolava i piani espansionistici jugoslavi. Modalità delle esecuzioni: molte vittime furono prelevate dalle proprie abitazioni durante il coprifuoco, fucilate senza processo o fatte sparire. Alcuni cadaveri furono esposti per le strade per terrorizzare la popolazione e soffocare ogni rivendicazione di italianità.
Le famiglie hanno atteso per decenni un cenno di conforto che ora arriva inaspettato attraverso i simboli, l’esposizione della bandiera fiumana davanti al monumento delle vittime della guerra, anche dei numerosi antifascisti italiani come i fratelli Duiz, Mario Gennaio ed altri, e l’omaggio al Cimitero monumentale di Cosala, degli esponenti della Regione di Fiume, del Comune tramite i rappresentanti della minoranza in Consiglio comunale, dell’Associazione Stato Libero di Fiume e della Comunità degli Italiani di Fiume.
A solo qualche giorno dall’aver festeggiato per la notizia del Dialetto fiumano riconosciuto come bene immateriale della cultura dal Ministero della Croazia, l’aver aperto ad una manifestazione in onore dei caduti, anche italiani, del maggio 1945, suscita incredulità ed emozione, come se il velo del silenzio stesse scomparendo davvero.
Da Fiume giungono le istantanee che lo confermano ma c’è attesa di sentire i commenti e le sensazioni dei protagonisti di queste giornate. E’ un vento di verità che muta l’evolversi della storia, non più con un unico giudizio, ma plurima, complessa, ancora da sviscerare per farla riconoscere e conoscere. Ma è un inizio, ed è importante.
“L’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – dichiara il suo Presidente, Franco Papetti - ha seguito a passo a passo queste vicende, sia del dialetto ed ora le cerimonie nel ricordo dei caduti del maggio 1945. Ci stringiamo al cordoglio delle famiglie, mai sopito, convinti che una società libera debba fare i conti con i misfatti del passato per poter evolvere. Solo la verità per quanto dolorosa e terribile ci consente di poter superare il risentimento e fare in modo che il passato non condizioni il presente e il futuro.. Ci stringiamo al coraggio e alla resilienza della Comunità degli Italiani che ha vissuto in condizioni difficili mantenendo la lingua, la tradizione, la dignità della propria appartenenza, quella Fiumanità che tutti insieme intendiamo sostenere ed evolvere in ogni modo possibile: questo il nostro impegno ribadito da tempo e che ora si carica di significati inaspettati ma anche per questo estremamente importanti”.
Associazione fiumani italiani nel mondo
E’ vera gioia per noi tutti, l’apprendere dalla Voce del Popolo, quotidiano della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia, che il nostro Dialetto Fiumano sia stato finalmente iscritto nel registro dei beni immateriali della Repubblica di Croazia.
Una decisione attesa da tempo, come aveva più volte auspicato la prof.ssa Melita Sciucca, Past president della Comunità degli Italiani di Fiume che aveva seguito l’iter richiesto dal Ministero, passando poi il testimone a Enea Dessardo, attualmente al vertice del sodalizio. Ed è stato lo stesso ministero della Cultura e dei Media, ad avere inviato una nota ufficiale ai proponenti: la Comunità degli Italiani e il Consiglio della CNI della Città di Fiume.
“Questo riconoscimento – scrive La Voce del Popolo - significa che il dialetto fiumano viene considerato un elemento del patrimonio culturale da tutelare, al pari di altre espressioni linguistiche tradizionali presenti nel Paese. Non implica uno status ufficiale come lingua amministrativa, ma comporta misure di protezione, documentazione e promozione.”
La procedura aveva seguito tutte le fasi richieste nel corso del 2024 e 2025 ed era stata formalmente esaminata dalla commissione competente il 19 marzo 2025 tanto che si attendeva già la conferma ufficiale in occasione della scorsa edizione del Festival della canzonetta fiumana, la manifestazione canora che “esplode” in una delle piazze principali di Fiume in occasione della festa del patrono San Vito con una partecipazione da grande evento di tutta la città. O nel momento in cui il film “Fiume o morte!” affidato al racconto in dialetto, era riuscito ad ottenere riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Ma la commissione aveva richiesto ulteriori pareri tecnici e la decisione finale era stata rinviata ai mesi successivi. Ed ora, finalmente, è una realtà.
“L’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, - dichiara in questa occasione il presidente dell’AFIM, Franco Papetti – esprime immensa soddisfazione nel vedere riconosciuto il Dialetto Fiumano come bene immateriale della Croazia dopo che nella lista degli idiomi protetti aveva visto inseriti l'istrioto e l'istro-veneto. Il nostro dialetto ha dimostrato, in questi anni, di essere ancora presente nelle famiglie fiumane in loco e nel mondo, ma non soltanto. La partecipazione al Festival della canzonetta fiumana, sempre più importante nel corso degli ultimi anni, ha confermato ulteriormente la sua importanza come tratto distintivo di un’identità per certi versi condivisa. E’ parlato da chi si dichiara italiano in loco ma anche da chi ne riconosce il valore autoctono e lo considera parte anche della propria cultura. Come esuli fiumani non possiamo che essere felici e continuare per tanto a sostenere l’attività delle scuole e della Comunità italiana con iniziative che supportino la conoscenza e la divulgazione del dialetto. Potrei ricordare la pubblicazione del Dizionario italiano-fiumano, o l’ospitalità sulle pagine del giornale La Voce di Fiume di testi in dialetto. Ma la gioia maggiore è immaginare un riconoscimento a quanti, nonostante l’inclemenza della storia e delle condizioni locali, non hanno mai ceduto, mantenendo viva la parlata locale. A tutti loro la nostra gratitudine”.
Questo riconoscimento protegge la storia e la cultura della comunità italiana locale ma tende anche alla valorizzazione della storica presenza italiana in Istria e a Fiume e la volontà di salvaguardarne la specificità culturale nell'Europa contemporanea.
Siamo profondamente colpiti e addolorati. Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia





