Dopo il salone del Libro di Torino

Un' esperienza da evolvere e da ripetere

Torino ospita ogni anno il Salone del Libro, registrando numeri incredibili e situazioni esponenziali: qui tutto è grande, colorato, gridato e forse per questo…piacevolmente rumoroso. La parola d’ordine è “festa” che aumenta piano piano fino a diventare caotica senza perdere l’armonia, come uno scatenarsi di note musicali nell’Aroldo di Berlioz.

E noi ci siamo lasciati immergere in questo frastuono per portare una testimonianza dell’attività editoriale, e non soltanto, dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo. Il luogo del primo incontro venerdì 15 maggio è stato all’esterno del Salone ma già calati nello spirito della promozione delle edizioni firmate AFIM, presso il Circolo degli istriani-fiumani-dalmati di via Parenzo. Impossibile non incontrare i corregionali per condividere riflessioni sull’editoria fiumana in lingua italiana ma anche per ragionare sugli strumenti necessari a far innamorare delle nostre tematiche le giovani generazioni. Un piacevole stare insieme, in famiglia, per parlare di “Fiume al Lavoro” di Massimo Superina che l’AFIM ha voluto realizzare per fornire a tutti una mappa delle attività economiche, strada per strada della Fiume anteguerra, in quel cinquantennio del Novecento che ha brillato per fioriture economiche ed industriali ma anche la tragicità della Prima guerra mondiale e il contraddittorio ventennio. Ma fino allo scoppio della Seconda guerra, in questo libro è possibile scoprire il quotidiano a Fiume attraverso le attività economiche e commerciali, la realtà degli artigiani e l’evoluzione dell’attività portuale attraverso nomi, insegne, tabelle, curiosità, manifesti, pubblicità e tutto ciò che Massimo Superina è stato in grado di raccogliere e catalogare attingendo da tante fonti dell’epoca.

A presentare il volume sono stati Franco Papetti, Presidente dell’AFIM e Rosanna Turcinovich Giuricin, direttrice della Voce di Fiume che si sono soffermati sulla capacità certosina di Superina che vive a Pisa – assente per motivi di lavoro – nel riportare tutti gli elementi necessari ad immaginare una passeggiata a Fiume nei tempi passati. Il libro – che si può richiedere alla Segreteria dell’AFIM – aggiunge un importante tassello agli altri volumi sulla realtà fiumana prodotti in questi anni, non ultimi quelli sulla Letteratura.

Ed è proprio a quest’ultimi che è stata dedicata la presenza di Papetti e Turcinovich al Salone del libro al Lingotto, ospiti dello stand dell’ANVGD che ha voluto chiamare lo spazio a loro disposizione nel padiglione Oval della kermesse, La Bancarella – Salone del libro dell’Adriatico orientale, nata nel 2007 per dare visibilità alla produzione libraria di una vasta area di autori, editori e progetti. I tempi cambiano ed anche le esigenze si modificano. Essere a Torino è una meta giustamente ambiziosa che forse avrebbe bisogno di una maggiore presenza di pubblico estraneo alla realtà giuliano-dalmata che è mancato. A dimostrazione che queste tematiche non riescono ancor ad entrare in quella percezione del vasto pubblico che, per ora, si limita a riconoscere il Giorno del Ricordo, ed è già una grande conquista. Decenni di silenzio sulle vicende dell’Adriatico orientale hanno lasciato il segno. Però questa è la strada giusta per un recupero che avrà bisogno di tempo visto che le idee già ci sono e in veloce evoluzione.

L’AFIM ha presentato “Fiume città nuvola, polvere dei nostri pensieri” il carteggio (1981-1984) tra Paolo Santarcangli e Gino Brazzoduro: ultimo cofanetto della serie del progetto di Ritorno culturale a Fiume attraverso la letteratura.

Ad accompagnare questo importante momento la grande notizia dell’ultima ora (o giorni) sul riconoscimento “del dialetto Fiumano” come patrimonio immateriale iscritto nell’elenco del Ministero della Cultura della Croazia. “Un primo traguardo – ha affermato Franco Papetti – che impegna tutti a continuare ad evolvere la salvaguardia e lo sviluppo nei prossimi anni con un’attività mirata e forte”.

La letteratura è un veicolo fondamentale, dialetto non è solo idioma parlato ma anche concetti interiorizzati.

“Sempre più spesso ci si interroga – ha detto la Turcinovich – su quale deve essere il nostro impegno nei confronti delle giovani generazioni, di quali strumenti ci dobbiamo dotare perché la nostra cultura non venga cancellata. La cultura è certamente un veicolo, ma anche supporti di carattere legislativo, come in questo caso. I giovani devono avere la possibilità di dichiarare in piena libertà la propria appartenenza”.

Il carteggio Santarcangeli-Brazzoduro fornisce delle splendide definizioni ragionate su ciò che siamo, un’identità che prende spunto dal territorio per rapportarsi col mondo attraverso la storia, la filosofia, la musica, la scienza in una continua ricerca di nuovi significati e di un posto nel mondo in cui sentirsi a casa, un porto in cui “ammainare le vele”, scrive il poeta e ci lascia al tempo della riflessione per altre considerazioni ed evoluzioni.

“Un’esperienza interessante – ha affermato Papetti alla sua prima esperienza al Salone – che dovremo affinare ed ampliare. Già quest’anno abbiamo goduto anche dell’ospitalità degli Editori veneti nello stand della Regione Veneto. Nasce un nuovo traguardo”.

Nello spazio degli Editori veneti si è parlato delle nuove strategie che portano gli esuli fiumani nella loro città di origine, non per cullare vecchie nostalgie ma per costruire nuove opportunità.

Uno slancio che continuerà prossimamente con il programma ricco di incontri per la ricorrenza di San Vito a Fiume che AFIM e Comunità degli Italiani firmano congiuntamente.

Fiume-Torino-Torino-Fiume un impegno che continua.

Ufficio stampa AFIM

info@fiumemondo.com

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